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LAMPYRIS NOCTILUCA
LAMPYRIS NOCTILUCA
ORLANDOFESTIVAL

Durata: 40 min

Lingua: Italiano

Regia: Aristide Rontini

Aprendo il campo all’ascolto di risonanze profonde tra la quotidianità e il passato,
tra il mondo materiale e una dimensione puramente percettiva, Aristide Rontini
dialoga con l’eredità di Pier Paolo Pasolini. La prospettiva di questo solo fa luce
sul corpo come luogo di trasformazione e visioni immaginifiche. “La sparizione
delle lucciole”, evocata da Pasolini nel suo articolo del 1975, è un’immagine che
sostiene il processo creativo “da dentro”. Senza apparire metaforicamente nel
corpo che si pone all’attenzione degli spettatori, la lucciola pasoliniana
rappresenta innanzitutto una postura poetica. Illuminato da una luce che rinfrange
tutte le forme di presenza che il corpo di Aristide Rontini è in grado di incarnare,
non si pone limite allo sguardo di chi osserva. La danza è portatrice di una
diversità che non è più solo auspicata, promossa, celebrata e descritta, ma
pienamente vissuta. Tra vissuto interiore ed esteriore – tra vécu e ressenti – il
corpo si espone e danza, ponendosi al di fuori di un’univoca lettura.

40 min

Lingua: Italiano

Regia: Aristide Rontini

Aprendo il campo all’ascolto di risonanze profonde tra la quotidianità e il passato,
tra il mondo materiale e una dimensione puramente percettiva, Aristide Rontini
dialoga con l’eredità di Pier Paolo Pasolini. La prospettiva di questo solo fa luce
sul corpo come luogo di trasformazione e visioni immaginifiche. “La sparizione
delle lucciole”, evocata da Pasolini nel suo articolo del 1975, è un’immagine che
sostiene il processo creativo “da dentro”. Senza apparire metaforicamente nel
corpo che si pone all’attenzione degli spettatori, la lucciola pasoliniana
rappresenta innanzitutto una postura poetica. Illuminato da una luce che rinfrange
tutte le forme di presenza che il corpo di Aristide Rontini è in grado di incarnare,
non si pone limite allo sguardo di chi osserva. La danza è portatrice di una
diversità che non è più solo auspicata, promossa, celebrata e descritta, ma
pienamente vissuta. Tra vissuto interiore ed esteriore – tra vécu e ressenti – il
corpo si espone e danza, ponendosi al di fuori di un’univoca lettura.
Mercoledì 07/05/2025
Auditorium - Bergamo
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